FINIS solo show for ORVIETO CINEMA FEST/MUSEO OPERA DI ORVIETO

“FINIS” by Fabio Weik

curata da Alice Lazzaroni

Dopo aver presentato la serie “-BALLA!-” la prima volta presso gli spazi dell’ex scalo ferroviario di Porta Genova e successivamente presso la Chiesa consacrata di San Bartolo sull’Isola di Stromboli vincendo un premio menzione d’onore della Regione Sicilia, Fabio Weik accetta l’invito di Orvieto Cinema Fest portando l’installazione site-specific “Attraverso Balla” e 7 opere della serie Ermeneutica Chapter I all’interno di un nuovo contenitore, la Chiesa dei Santi Apostoli Filippo e Giacomo, Orvieto.

Il percorso mostra di “FINIS” è costituito da opere immersive che stimolano il visitatore a livello multisensoriale coinvolgendolo visivamente, sonoramente ed emotivamente nella storia di Balla Coulibaly, un giovane profugo della Repubblica del Mali, ispirazione e soggetto dell’opera. 

Entrando dal portone principale, lungo tutta la navata centrale si snoda l’istallazione site-specific “Attraverso Balla” costruita tramite l’utilizzo di 147 coperte isotermiche, 147 come il numero delle vittime dell’ennesimo naufragio.

Un ledwall di 3×2 posto frontalmente nella zona dell’altare mostra il protagonista dell’opera che affannosamente soffia via la massa dorata verso il sagrato della Chiesa. La base musicale è una campionatura del suono delle onde e del rumore del motoscafo che sfida le acque della notte, trasformati in una traccia sonora che contrastando il luogo in cui l’opera è esposta, trascina lo spettatore in un viaggio emotivo che sconvolge i sensi e invita necessariamente ad una riflessione introspettiva. 

Quest’opera di Fabio Weik è la sintesi perfetta di sonorità e immagini che oltrepassano i confini dell’arte e si mescolano a tematiche sociali che quotidianamente invadono le nostre case e i nostri animi quali il tema tutt’oggi attuale dei profughi.

Nelle due navate laterali sono esposte 7 tele di diverse dimensioni della serie Ermeneutica, il primo capitolo di un lavoro iniziato dall’artista nel 2019 che in maniera trasversale fa riferimento ad antichi cartigli e immagini dei gironi nostri mettendo ancor più in risalto la situazione dei profughi. Per la prima volta in mostra verranno presentanti dei pezzi inediti della serie Ermeneutica pensati e realizzati dall’artista in occasione della sesta edizione dell’Orvieto Cinema Fest che vede come tematica principale quella dei “confini”.

L’estetica spesso molto forte dei disegni antichi risalta sulla base d’orata delle coperte creando un’ulteriore dualismo che porta ad ad aprire nuove riflessioni su questioni delicate che l’uomo spesso deve affrontare.


L’intera installazione ha l’intento di giocare con il pubblico, che si ritrova in un ambiente surreale e metafisico immerso tra sonorità techno che richiamano lo scenario di un party underground, e opere che richiamano l’antica Grecia. 

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